Islamophobia e Liberta’ di Espressione

di Filip Dewinter, Fondatore dell’Associazione: Belgian Cities Against Islamisation.

Prima di tutto, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare Armando Manocchia,  per l’opportunità di parlare riguardo all’argomento della “Islamophobia e libertà di parola. E’ una cosa buona che questa organizzazione UNA VIA PER ORIANA si batta per mantenere vivo il ricordo di Oriana Fallaci; continuando alla politica dittatoriale del politically correct che cerca di limitare il diritto alla libertà di parola. L’eredità politica di Oriana esiste e non dovremo sottometterci a chi, con il buonismo multiculturale e anti-razzista, sta portando e nutrendo l’Islam nella nostra società come un cavallo di Troia.

Signore e Signori,

Oriana Fallaci era guidata da una missione: denunciare la codardia dei politici occidentali ed Europei, nel tentativo di fare breccia nel loro ideale di buonismo e consenso. Dopo gli attacchi del 9/11, con la sua scrittura tagliente, Oriana ha cercato di aprire gli occhi a quella elite intellettuale, sociale e politica assopita dalla nenia dai discorsi sul multi-culturalismo di sinistra. Questa ideologia ha minato la combattività della nostra Europa e dell’Occidente; ha indebolito le fondamenta e le libertà della nostra civiltà, affliggendo la democrazia e la libertà di parola. Il buonismo multi-culturale è ormai diventato una nuova religione, fondata sul dogma che tutte le culture sono uguali ed equivalenti. Infatti, non abbiamo più il permesso di considerare la civiltà Europea come superiore, ha generato una mentalità di “fatte di noi ciò che desiderate”. E “fate di noi ciò che desiderate” veramente.

Il “multiculturalismo” ha afflitto l’Europa con un eccessivo senso di colpa portando all’idea che l’Occidente, con la sua storia di colonialismo, razzismo e massacro di Ebrei, è la fonte di ogni male.

E, secondo i buonisti, l’unico modo per espiare questo “peccato originale” sarebbe spalancare i cancelli europei e occidentali alla moltitudine del terzo mondo, svendendo, pericolosamente, tutto ciò su cui si fonda l’Occidente, mentre la nostra prosperità e le nostre risorse vengono sfruttate da decina di milioni di immigrati del terzo mondo, che difficilmente contribuiscono alla nostra sicurezza economica e sociale: come parassiti, sfruttano il nostro sistema sociale e tutte le conquiste del welfare europeo. L’immigrazione di massa è diventato il cavallo di Troia di un’ideologia religiosa e sociale che è sempre stata il nemico storico ed originale dell’Europa: l’Islam.

Signore e Signori,

“Svegliati Occidente, svegliati! Ci hanno dichiarato guerra, e guerra hanno ottenuto. Dobbiamo resistere!” Questo grido di allarme di Oriana Fallaci è più urgente che mai. L’Islam radicale ha veramente dichiarato guerra a noi. Non oggi, non domani, non ieri, ma, più o meno, 1400 anni fa.

Gli attacchi terroristici su New York il 9/11, a Madrid il 3/11/2004 e a Londra il 7/7/2005 erano semplicemente il culmine di una guerra che continua ormai da 14 secoli. L’Islam è in guerra con l’Europa e l’Occidente libero. L’Islam obbedisce al Corano, seguendo la parola di Maometto, ma Maometto non è un profeta, è un signore della guerra che prevalse e fece tacere i suoi nemici con la violenza, le armi e lo spargimento di sangue. Il Corano è una “licenza di uccidere” con il lasciapassare di scatenare la guerra contro i dhimmi, i non-mussulmani. L’islam non lascia nessuno spazio alla libera interpretazione del Corano, un libro scritto 1400 anni fa e che deve essere applicato dai mussulmani alla lettera, essendo esso la parola di Allah e mai dubitare delle sue parole. Tutto ciò porta l’Islam ad essere una religione medievale, scontrandosi con l’Illuminismo, il modernismo e l’Umanesimo così tipici in Europa al giorno d’oggi.

Signore e Signori,

Non lasciatevi ingannare: non esiste un Islam moderato.

Vi cito il Primo Ministro Turco, Erdogan: “Non esiste un Islam moderato o smisurato. L’Islam è Islam punto e basta”

Finiamola con le cazzate, l’Islam è diretta alla dominazione globale. È una religione imperialista che basa i suoi diritti sulla violenza. Storicamente, l’Europa è sempre stata la sua prima e più importante nemica: quasi 14 secoli fa, la prima invasione islamica fu arrestata a Poitiers nel 732 a.d.; la seconda fu fermata alle porte di Vienna nel 1683; la terza, progressiva invasione deve essere bloccata, spingendo l’Islam dove dovrebbe stare, dall’altra parte del Mediterraneo. Al giorno d’oggi, l’Islam combatte con mezzi diversi: la scimitarra è stata sostituita dalle bombe dei terroristi, e poco altro. Il cambiamento più fondamentale è quello europeo che non osa resistere alla aggressione islamica, portandoci ad essere sempre di più dei dhimmi

Signore e Signori:

Nel passato l’Islam non apparteneva all’Europa e non lo fa neanche adesso, e sicuramente non lo farà neanche nel futuro. L’Islam è diametralmente opposto a tutti i nostri valori e morale europea. L’Islam è molto di più di una religione: è un ideologia politica, un ordine sociale e un sistema giurisdizionale che è cambiato a malapena dai tempi del Medioevo. Tollerare, riconoscere e finanziare l’Islam in Europa, significa buttare via tutte le libertà conquistate e riorganizzarci nel sistema dei giorni più scuri del Medioevo. La continua islamizzazione dell’Europa si mostra in varie forme: non solo dobbiamo rinunciare a dei principi fondamentali della società europea, ma dobbiamo anche confrontarci con una bomba a tempo demografica.

Il presidente algerino, Boumédienne disse: “Un giorno, milioni di uomini lasceranno l’emisfero Sud per quello del Nord. E non andranno li come amici, ma per conquistarlo. E lo conquisteranno con i loro figli. I grembi delle nostre donne ci porteranno la vittoria.”

Al giorno d’oggi, l’Europa conta fino a 50 milioni di mussulmani contro i 50.000 del secolo passato. L’Islam è diventata la seconda religione in Europa e fra 20 anni città come Marsiglia, Malmöe, Brussels e Birmingham saranno a maggioranza araba. Le donne musulmane danno alla luce in media 3 o 4 bambini, contro il 1.37 delle donne europee: il potere dei numeri è a vantaggio dell’Islam.

La popolazione europea né è consapevole e quotidianamente ne osserva i risultati: l’Europa né ha avuto abbastanza dei burqa, dei chador, degli hijabs e dei kaftans; né ha avuto abbastanza del “rituale” massacro degli animali, dello spuntare irrefrenabile delle moschee, delle scuole coraniche e dei minareti; delle scritte turche e arabe sui pullman e sui tram; basta con il cibo halal nelle macellerie e nei negozi; l’Europa è stufa delle loro grida e richieste senza fine in nome della tolleranza. Se vogliamo salvare l’Europa dobbiamo combattere l’islamizzazione e porre fine al fascismo verde del radicale, totalitario Islam.

Signore e Signori,

Se qualcuno mi chiedesse se sono xenofobo, risponderei “no”, non sono contrario all’immigrazione a patto che si comporti, si adatti e si sottometta alle nostre tradizioni e valori. Se qualcuno mi chiedesse se sono “islamofobico”, allora risponderei fermamente “si”, perché l’Islam mi preoccupa. Il più grosso errore che l’Europa possa fare è dipingere, per correttezza politica, l’Islam come religione di pace e tolleranza. L’Islam è veramente una religione di pace e tolleranza, ma sfortunatamente solo per i musulmani disposti a soccombere al volere di Allah, come scritto nel Corano. Per i dhimi, i non-credenti, invece, l’islam è una religione di odio, violenza ed intolleranza. L’Islamofobia non è semplicemente un fenomeno di smisurata paura, ma un dovere di tutti coloro che vogliono salvaguardare il futuro dell’Europa. Oriana Fallaci ha mostrato la via nei suoi libri La Rabbia e L’orgoglio e La forza della ragione. Quindi vi lascio con le sue parole da La forza della ragione:

“L’islam è come un lago, ed un lago è un pozzanghera d’acqua che sta ferma. L’acqua non defluisce via, non si muove e quindi non è mai purificata. L’occidente è come un fiume che benefica la vita.

È come l’acqua che continua a fluire, che si purifica e si rinnova nel suo percorso, che assorbe altra acqua per poi raggiungere l’immensità dell’oceano. Grazie alla forza della ragione, eventualmente vinceremo. Quindi dobbiamo continuamente rinnovarci, continuamente assorbire altra acqua e prevenire qualsivoglia diga contro il fluire della corrente.”

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